Ovada

Ovada cenni storici

Ovada

Ovada, piccolo centro dell'Alto Monferrato, è l'ultima città del Piemonte prima della Liguria e la sua storia è legata a queste due importanti regioni italiane ed è la tipica storia di una città di confine, che più volte nella sua storia ha cambiato lo stato d'appartenenza. I primi cenni che si hanno su Ovada sono dell'epoca romana, si sa che alla confluenza dell'Orba e dello Stura (i due torrenti di Ovada) c'era una colonia romana. Insediamento citato da Decimo Bruto nelle lettere a Cicerone, ed anche da Strabone e Plinio. Ma forse i primi insediamenti ovadesi risalgono addirittura all'epoca preromana. Notizie meglio documentate sulla storia di Ovada si hanno dal medioevo in poi. Quando la nostra città faceva parte del nucleo originario del marchesato del Monferrato. La storia di Ovada è caratterizzata dalla guerra e dai cambi di proprietà. Infatti, non solo è una cittadina di confine tra due regioni, ma è anche all'imbocco della valle Stura, che conduce al passo del Turchino, uno dei due passi attraverso i quali era possibile raggiungere Genova dalla pianura padana. Le antiche strade che da Torino e Milano conducevano a Genova erano due, quella del Turchino e quella dei Giovi ed Ovada grazie alla sua posizione strategica controllava la strada del Turchino. Questa posizione strategica fece sì che la repubblica di Genova cercasse in ogni modo di impossessarsi di Ovada, come anche degli altri centri del basso Piemonte che controllavano l'accesso alla Liguria. Così la storia medievale di Ovada è caratterizzata da passaggi di proprietà dal marchese del Monferrato a Genova, da Genova ad Alessandria, da Genova a Milano, e così via, e per gran parte della sua storia Ovada fu soggetta al dominio genovese. Con la progressiva unificazione del Piemonte da parte del ducato di Savoia, Ovada si trovò nuovamente contesa, questa volta tra Genova ed il ducato di Savoia, anche se i duchi di Savoia non riuscirono mai a venirne in possesso per lunghi periodi, si trattò per lo più di occupazioni sporadiche durante conflitti. L'unificazione di Ovada al Piemonte arrivò con la fine dell'epopea napoleonica, quando il Piemonte non si annesse soltanto Ovada ma l'intera repubblica genovese. Da allora Ovada non si è più staccata dal Piemonte e ha seguito il destino degli stati piemontesi, che alla fine avrebbe portato all'unificazione dell'Italia. 

Purtroppo dell'antico castello di Ovada e dei resti della città romana non rimane più nulla. Quel che rimaneva del castello è stato demolito dagli stessi ovadesi verso la metà del 1800 ed è un vero peccato perché così siamo rimasti uno dei pochi centri dell'Alto Monferrato privo di un castello. A dire il vero, un castello ad Ovada ci sarebbe ancora, infatti, appena fuori dal centro cittadino, in direzione di Novi vi è il castello di Lercaro, ma anche quello è in rovina ed è stato devastato dall'incuria e dal fatto di essere diventato un ospizio in seguito al lascito benefico dell'ultima proprietaria sempre nel '800. Sorte ancora peggiore è toccata ai resti della città romana, rinvenuti alla fine del '800 durante i lavori per la costruzione della ferrovia e fatti "sapientemente" sparire per non creare intralci alla ferrovia, come era invece avvenuto tra Serravalle Scrivia ed Arquata Scrivia dove era stata rinvenuta l'antica città romana di Libarna. Comunque monumenti degni di nota ad Ovada ne sono rimasti. Abbiamo delle bellissime chiese antiche che vale sicuramente la pena visitare ed un bellissimo duomo, la parrocchia dell'assunta nella piazza omonima. Il santo patrono di Ovada è San Giacinto, anche se ormai la sua festività è caduta in disgrazia a causa di cittadini che non hanno memoria storica e della festa di San Paolo della croce, da molti ritenuto erroneamente il vero patrono della città in quanto ovadese di nascita. Un'altra festività religiosa molto sentita ad Ovada e quella di San Giovanni Battista, in occasione della quale si fa una tipica processione in cui le confraternite fanno ballare i santi. Parlando di Ovada non si può non parlare del suo prodotto più tradizionale, il vino. Infatti, Ovada è ovviamente il capoluogo della zona di produzione del Dolcetto D'Ovada. Inoltre, si hanno anche altri vini come il Barbera ed il Cortese. Ad Ovada sono molto rinomati anche i "baci di dama", una specie di pasticcino composto da due mezze lune di biscotto alle nocciole unite da un ripieno di cioccolato, i "brutti e buoni" (un altro tipo di biscotto alle nocciole) ed altri biscotti tipici di cui ora non mi ricordo il nome o di cui non so tradurlo dal dialetto. Un'altra specialità ovadese è la farinata. La cucina ovadese è molto buona ed è il punto d'incontro tra la cucina piemontese e la cucina della vicina Liguria. Infine, un'altra "specialità" ovadese sono i mobili. Infatti vi sono numerosi mobilifici di fama anche internazionale.

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