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AD OVADA UNA SERATA PER RICORDARE IL SESTO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI RACHEL CORRIE.

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GAZA 2003-2009

Il sogno di Rachel, il “piombo fuso” di Tsahal

AD OVADA UNA SERATA PER RICORDARE IL SESTO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI RACHEL CORRIE.

LUNEDI’ 16 MARZO 2009, CANTINE DI PALAZZO COMUNALE, VIA TORINO 69, OVADA (AL)

 

Il 16 marzo 2003, quattro giorni prima dell’inizio della guerra in Iraq, Rachel Corrie, una giovane americana di Olympia, viene uccisa da un bulldozer dell’esercito israeliano mentre cerca di impedire che una casa palestinese sia distrutta a Rafah, nella Striscia di Gaza, uno dei territori palestinesi occupati da Israele dal 1967.

Molti eventi si sono succeduti nei sei anni seguenti, ricordiamone alcuni. Due anni dopo, il 12 settembre 2005, Israele annuncia la fine dell'occupazione della Striscia di Gaza e il ritiro delle sue truppe, ma mantiene però il controllo dei corridoi di traffico via terra e via mare, così come di tutti i passaggi di frontiera.
Il 
25 marzo 2006, dopo una netta vittoria ottenuta in elezioni democratiche, Hamas forma un governo palestinese. Israele, Stati Uniti e Unione Europea inseriscono Hamas nell’elenco delle organizzazioni terroristiche: le restrizioni ai transiti di frontiera si inaspriscono ulteriormente e viene severamente limitato il traffico di prodotti, materiali, medicine e persone.

Il 19 giugno 2008 Israele e Hamas firmano un accordo di 6 mesi di tregua che implica la cessazione dei lanci di razzi da parte di Hamas in cambio della fine delle incursioni militari di Israele ed un’apertura dei valichi. Il 5 novembre 2008 l’IDF (Forze di Difesa Israeliane) uccide 6 palestinesi presumibilmente in cerca di un tunnel di passaggio sotto la frontiera. La tregua finisce: durante le 5 settimane successive 237 razzi vengono lanciati in territorio israeliano, rispetto ai 5-10 di settembre, e il 27 dicembre 2008 Israele attacca Gaza con i bombardamenti previsti dall'operazione “Piombo Fuso”, da lungo tempo pianificata.

Nel 2003 Rachel Corrie scriveva ai genitori: “Ecco quello che vedo qui. Gli assassini, gli attacchi con i razzi e le fucilazioni dei bambini … La grande maggioranza della gente qui, anche se avesse i mezzi per fuggire altrove, anche se veramente volesse smetterla di resistere sulla loro terra e andarsene semplicemente … non può andarsene.… Voglio solo scrivere alla mamma per dirle … che ho davvero paura, comincio a mettere in discussione la mia fede fondamentale nella bontà della natura umana. Bisogna che finisca.”

Il sogno di Rachel non si è avverato: il dolore che aveva testimoniato non si è attenuato, e sei anni dopo Gaza piange i morti, i feriti e i disabili provocati dalle nuove terribili armi usate nel corso dell’operazione Piombo Fuso da Tsahal, l’esercito israeliano.

Il Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie” ha deciso di ricordare il sesto anniversario della morte della ragazza di cui porta il nome non in modo rituale, ma cercando invece di dare un suo personale contributo di conoscenza e di approfondimento -afferma Massimo Arata, presidente del Centro. Ci chiediamo innanzi tutto perché la Cisgiordania sia tuttora occupata da Israele, Gaza sigillata come una immensa prigione e nessun passo decisivo sia stato fatto per arrivare alla soluzione dei “due stati per due popoli”, nonostante a parole tutti, in Europa come negli Stati Uniti, si dichiarino favorevoli a tale esito”.

Abbiamo invitato a discuterne con noi Diana Carminati, già docente di storia all’Università di Torino, che ha fatto parte del gruppo di osservatori internazionali durante le elezioni palestinesi del 2006 e Alfredo Tradardi, coordinatore di ISM Italia, l’associazione di volontari di cui faceva parte Rachel Corrie.

Un interessante contributo storico ci verrà da un intervento video di Ilan Pappé, uno dei cosiddetti nuovi storici israeliani che stanno accuratamente riesaminando i processi storici che hanno portato alla nascita dello Stato d’Israele. Attualmente insegna alla Exeter University.

 

 

 

Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie”

P.zza Cereseto 7, 15076 Ovada (Al)

tel. 0143 835206

www.centropacecorrie.it

e-mail: segreteria@centropacecorrie.it


 

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