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| Il Tartufo, Appunti dalle tradizioni orali |
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IlTartufo, Appunti dalle tradizioni orali
di Silvio Spanò
E' attività che si perde nel tempo, ma che ha sempre rappresentato una duplice motivazione: quella economica e quella passionale. Mentre attualmente prevale quella passionale, quasi come un ricordo - tranne poche eccezioni - nell'anteguerra in alcuni casi risultava molto utile, se non indispensabile, a sbarcare il lunario. Pertanto la molla primaria risiedeva nell' interesse economico.
Ma anche allora, come oggi, occorreva avere una netta predisposizione all' addestramento del cane e all'instaurare con lui un particolare rapporto. I cani "da tartufi" sono i principali "strumenti - collaboratori" e devono essere appositamente addestrati: certamente tenderebbero a prediligere le emanazioni della selvaggina, tanto che raramente possono ignorare la sua usta invitante, anche in presenza della scia odorosa di un tartufo prossimo!
Qualunque razza o meticcio può risultare valida; in linea di massima si ritiene che i meticci siano più robusti e docili, mentre è noto che cani di razza pura e di grande potenza olfattiva, quali ad esempio i pointers, qualora piegabili a questa particolare cerca, dettagliata e calma, siano da preferirsi a tutti gli altri. Comunque gli attuali trifulau hanno di norma meticci o anche indefinibili "bastardi", sovente di sesso femminile, di più facile dressaggio.
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