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CASATI E FAMIGLIE OVADESI

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CASATI E FAMIGLIE OVADESI

Nel 1978 lo storico Gino Borsari si accingeva a scrivere un piccolo ma interessantissimo libro, "Famiglie e persone nella Storia di Ovada", che ricostruiva dettagliatamente la storia e le tradizioni di molte famiglie appartenenti all’ovadese e ai territori limitrofi.

Facendo approfondite ricerche negli archivi parrocchiali della città e avvalendosi dell’aiuto di alcuni studiosi eccellenti tra cui il dottor Beraldo cav. Ernesto, Borsari riuscì a delineare una genealogia dei casati più importanti dal XVI secolo ad oggi.

Qui di seguito si può trovare una breve panoramica sui cognomi più importanti.

Le famiglie

La prima dinastia feudale ovadese fu quella Aleramica, erede del leggendario fondatore Aledramus e da cui discesero i Malaspina: questi derivarono il loro nome dallo "Spino secco", che è raffigurato sul loro stemma, visibile ancora oggi nei Comuni di Cremolino e Molare. Il loro potere non durò molto a causa dell’estrema diramazione della famiglia.

Alcuni casati di origine genovese che ebbero grande risonanza nelle vicende del Borgo di Ovada furono, poi, gli Adorno e gli Spinola.

Gli Adorno furono signori di Silvano D’Orba (che ne porta a tutt’oggi l’arma gentilizia sullo stemma del Comune) e di Castelletto D’Orba; Antoniotto Adorno fece ricostruire il castello di Ovada e ampliare la Parrocchiale di San Sebastiano.

Gli Spinola ebbero grande peso nelle vicende della nostra città, non solo perché furono una delle famiglie più importanti, ma anche perché il loro nome è legato alla fondazione dell’Istituto Madri Pie ad opera de Giulia Spinola Fieschi. Loro palazzo residenziale fu l’edificio oggi appartenente ai Padri Scolopi.

Alessandrini d’origine, i Trotti dominarono Ovada dal XV al XVI secolo, senza però risiedervi mai direttamente. Due Signori sono particolarmente ricordati: Antonio Trotti, che resse la benevolmente la città e suo figlio Francesco, che al contrario condusse una politica così oppressiva da provocare la cacciata della famiglia stessa.

Diversa sorte ebbe la dinastia dei Maineri, di origine francese e che rivestì un ruolo fondamentale per la città negli accordi di pace tra la Repubblica genovese e il Ducato di Milano, cui Ovada era stata assoggettata per un breve periodo. Tra il 1500 e il 1700 gli incarichi assunti da questa famiglia furono, per lo più, di tipo amministrativo; a Bartolomeo Maineri si deve la presenza dei Padri Cappuccini nella nostra città.

Sconosciute sono le origini della dinastia dei Buffa, nobile famiglia che si distinse per la partecipazione duratura e costante dei suoi discendenti alle più alte vicende ovadesi. La casa di San Paolo della Croce fu di loro proprietà.

Il commercio delle sete e la mercatura furono il "pane quotidiano" dei Siri, casato originario di Urbe (SV) che si distingue ancora oggi per lo splendente passato di alcuni tra i suoi illustri eredi come Carlos Alberto Siri, Ambasciatore dell’O.N.U. e letterato di grande fama.

I Pesce o Pesci sono nativi del rossiglionese e di Tiglieto. Le loro gesta sono maggiormente riscontrabili nelle vicende belliche che interessarono l’ovadese. Il Palazzo dei Pesci si trova in Piazza Assunta, mentre lo stemma è riprodotto nella chiesa della Guardia a Grillano.

Dai Daneo discese il patrono della città e fondatore della Congregazione dei Padri Passionisti, San Paolo della Croce, così come dai Salvi ebbe i natali il rev. Don Giuseppe Salvi, amato educatore della gioventù ovadese che lasciò in eredità alla città proprio lo spazio ricreativo a lui intitolato.

Commercio del vino e mercatura furono i settori in cui maggiormente si distinsero i Marchelli.

Di questa famiglia ricordiamo soprattutto Bartolomeo, garibaldino dei Mille, amico personale di Garibaldi e noto attore teatrale.

Oberti

I Cannonero derivano il proprio nome dall’attività che li rese noti, la creazione di artiglieria, così come i Vignolo, letteralmente "i custodi delle vigne".

Tra le famiglie di cui possediamo minori notizie, ma non meno importanti, figurano i Cereseto, i Compalati, i Nervi, gli Oddone, i Rebora, i Ruffini, gli Scasso e i Bottaro.

e Grillo sono altre due delle più note e diffuse stirpi evadesi; municipalità e coltivazione dei terreni furono gli ambiti operativi dei Grillo, mentre gli Oberti vengono ricordati specialmente per le cariche importanti che ricoprì in Vaticano Monsignor Giovanni Oberti.
 

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